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L'icodestrina (ICO) è una soluzione ampiamente utilizzata che consente di ottenere una ultrafiltrazione (UF) soddisfacente per soste prolungate. Il suo utilizzo è stato validato in CAPD per UNO scambio notturno di 8-12 ore (Mistry et al, KI 1994 - Wolfson et al, AJKD 2002) ed in APD per UNA sosta diurna di 14-16 ore (Posthuma et al, NDT 1997 - Plum et al, AJKD 2002), in entrambi i casi ovviamente il fill volume era <2500 ml. Con tali modalità di impiego i livelli ematici di maltosio e materiale "ico-derivato" si mantengono a livelli per i quali non sono stati evidenziati effetti dannosi anche a lungo termine. L'UF può tuttavia non essere sufficiente, soprattutto in caso di permeabilità elevata o di insufficienza cardiaca, o può essere necessario ridurre ulteriormente il carico di glucosio.
Recentemente sono stati pubblicati diversi studi che mostrano come con una diversa modalità di impiego sia possibile incrementare ulteriormente l'UF. La diversa modalità di impiego riguarda la durata della sosta ICO, il numero di scambi o sacche ICO utilizzate (>1) ed il volume ICO complessivamente utilizzato (>2500 ml) nelle 24 ore.
Infine recenti segnalazioni (Frieda et al, KI 2008) confermano come interessante la miscela ICO - glucosio. Già diverse sono le pubblicazioni che, utilizzando diverse composizioni, ne riportano infatti prestazioni in termini di UF significative.
In conclusione studi recenti mostrano come, con nuove modalità di utilizzo, sia possibile aumentare ulteriormente l'UF ottenibile con le ICO pur con i limiti di una corretta valutazione di eventuali effetti collaterali o conseguenze sui livelli ematici di maltosio e materiale ICO derivato. L'argomento, per l'importanza pratica che ha nella clinica di tutti i giorni, ci sembra meritevole di approfondimento e discussione al Convegno.