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Dialisi Peritoneale  >  Ultrafiltrazione
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Alto trasporto e sopravvivenza in DP

pubblicata il 23 marzo 2009 
da Filippini Armando

L’aumentata permeabilità della membrana peritoneale definita dal peritoneal equilibration test (PET), può essere presente già all’inizio della terapia dialitica o svilupparsi nel corso della dialisi peritoneale con conseguneze cliniche rilevanti.

  1. L'aumento del trasporto dei soluti determina un aumentato riassorbimento di glucosio con riduzione della osmolarità della soluzione dialitica e ridotta ultrafiltrazione . I pazienti con alto trasporto peritoneale sono pertanto a rischio di iperidratazione, sovraccarico idrico e minor controllo della pressione arteriosa. Tale condizione diviene più evidente quanto più si riduce la diuresi residua.
  2. Inoltre l’alto trasporto come riportato da diversi reports può essere causa di malnutrizione sia per l’aumentato riassorbimento di glucosio che può sopprimere l’appetito, sia per l’aumenta perdita proteica.
  3. Molti autori hanno evidenziato l’impatto negativo dell’alto trasporto peritoneale sulla sopravvivenza dei pazienti in DP. Il CANUSA study ha rilevato che nei pazienti in CAPD l’alto trasporto è associato con un aumentato rischio di morte e/o di insufficienza della tecnica. Recentemente Rumpsfeld M (J Am Soc Nephrol 2006) ha mostrato che l’alto trasporto dei soluti è un alto fattore di rischio indipendente sia per mortalità che fallimento della tecnica in pz. incidenti in DP nella Nuova Zelanda ed in Australia. Una meta analisi su studi osservazionali di Brimble KS (J Am Soc Nephrol 2006) dimostra una analoga correlazione negativa tra l’alto trasporto peritoneale e la sopravvivenza.

Questi studi hanno certamente influenzato la pratica clinica indirizzando i nefrologi verso una attenta sorveglianza delle suddette complicanze nei pz con alto trasporto, e talvolta anche ad un accelerato passaggio del paziente all'emodialisi.

Va però ricordato che le conclusioni di questi studi non sono state confermate da altri studi.

  • Lo studio ADEMEX (J Am Soc Nephrol 2002) e più recentemnete quelli di Rodrigues AS(Nephrol Dial Transplant 2006; 21) e Fernandez Reyes MJ (Nephrol Dial Transplant 2007; 2  2) riportano che la condizione di alto trasportatore non ha alcuna influenza sulla sopravvivenza della tecnica e del paziente.
  • Analoghe conclusioni sono riportate in uno studio retrospettivo osservazionale su una coorte di 193 pts di un singolo Centro ( Xiao Y, et al. “High Peritoneal Permeability is not associated with higher mortality or technique failure in patients on APD”. Perit Dial Int 2008; 28:82-92) . In questi pazienti, suddivisi sulla base del PET in quattro gruppi: alto, medio-alto, medio-basso e basso trasporto, è stata valutata la sopravvivenza a 1, 3, e 5 anni. Il gruppo degli alti trasportatori non differiva da quello degli altri gruppi per mortalità e sopravvivenza della tecnica. Gli Autori fanno notare che nella loro popolazione il 78,1% della popolazione era in APD o in APD con icodestrina o in CAPD con icodestrina e concludono osservando che alla base di questo outcome favorevole potrebbe esserci un migliore controllo dello stato volemico del paziente. Questo studio suggerisce che ai fini della sopravvivenza del paziente, non sia tanto importante la permeabilità della membrana peritoneale in se, quanto il mantenimento di un corretta condizione dello stato di idratazione.  
Parole chiave: Alto trasporoto peritoneale
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