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La salvaguardia della funzione renale residua (FRR) è un obiettivo di grande rilevanza clinica perché è associata ad una migliore sopravvivenza dei pazienti in DP. In questi pazienti la FRR ha effetti positivi sul controllo pressorio, sull’ipertrofia ventricolare sinistra, sulla rimozione di sodio e liquidi, sullo stato nutrizionale, sull’anemia, l’equilibrio acido base e l’eliminazione della Beta2-microglobulina. Numerosi studi hanno confermato che la sopravvivenza in DP è associata alla RRF e non alle clearance peritoneali (Termorshuizen-AJKD 2003, Paniagua-JASN 2002, Lo-KI 2003).
Per tali motivi è fondamentale attuare quelle strategie che possono contribuire alla salvaguardia della FRR (Li-PDI 2007). Si consiglia l’uso dei diuretici dell’ansa eventualmente in combinazione con tiazidici. In particolare andrebbe prescritta la furosemide a tutti quei pazienti che iniziando un trattamento DP presentano una diuresi superiore ai 100 ml/24 h. Si raccomanda inoltre, di evitare l’uso di farmaci anti-infiammatori non steroidei, ACE-inibitori, aminoglicosidi e mezzi di contrasto radiologici. Evidenze recenti, comparse in letteratura, riportano che l’uso di soluzioni di dialisi biocompatibili a pH fisiologico e basso contenuto di GDPs e l’inizio precoce del trattamento dialitico possono contribuire a preservare la funzione renale residua (Williams-KI 2004).
Un update sull’argomento potrebbe essere l’oggetto di una lettura.
Concordo sull'importanza dell'argomento e sull'update.
Da recenti studi di Krediet e coll. (Perit Dial Int. 2007 Jul-Aug; 27 (4): 446-53) e di Oreopoulos e coll. (Nephrol Dial Transplant. 2008 Nov; 23 (11): 3704-10) ad esempio è emersa l'importanza dell'utilizzo degli ACE-inibitori e degli antagonisti dell'Angiotensina II (ARB) nei pazienti in Dialisi Peritoneale.