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Lo stato di idratazione dei soggetti in DP è correlato a numerose variabili: la funzione renale residua, l’introito dei liquidi e compliance del paziente, la terapia diuretica, l’uso di soluzioni ipertoniche e di icodestrina, il trasporto peritoneale. In particolare i pazienti con alto trasporto peritoneale sono a rischio di iperidratazione e di malnutrizione richiedendo una particolare attenzione nella strategia dialitica per una adeguata rimozione dei fluidi.
L’iperidratazione come evidenziato da vari studi, Noh H (Perit Dial Int 1998; 18), Stenvinkel (Kidney Int 1999; 55), si associa all’infiammazione che come noto rappresenta una causa di malnutrizione e di aumentata mortalità dei pazienti in dialisi.
Wang T (“Does a High Peritoneale Transport Rate Reflect a State of Chronic Inflammation”. Perit Dial Int 1999; 19) ha evidenziato che l’alto trasporto peritoneale non si associa necessariamente ad una stato di cronica infiammazione. Nello studio infatti le due maggiori citochine proinfiammatorie IL-1B e TNFa così come la PCR non correlavano con il grado di trasporto peritoneale.
Recentemente Chung SH (“Influence of Peritoneale Transport Rate, Inflammation, and Fluid Removal on Nutritional Status and Clinical Outcome in Prevalent Peritoneal Dialysis Patients”. Perit Dial Int 2003; 23), in 39 pazienti prevalenti in DP ha evidenziato che la condizione di stato infiammatorio cronico rappresenta un fattore predittivo indipendente di mortalità ma che l’infiammazione non correla con il grado di trasporto peritoneale. Un’associazione è stata invece trovata tra valori alti di PCR (>10mg/L) e maggiore percentuale di pazienti con una rimozione totale di fluidi < a 1000ml/die.
L’alto trasporto peritoneale non è necessariamente associato alla condizione di infiammazione cronica nel paziente in DP.