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Diversi studi hanno dimostrato che la FRR rappresenta uno dei più potenti predittori di outcome in dialisi peritoneale. Sfortunatamente la FRR tende a declinare progressivamente dall’inizio del trattamento dialitico peritoneale fino a scomparire nell’arco di 3-5 anni (Wim Van Biesen, Semin Dial. 2002; 15). Per tale motivo una condizione di iperidratazione viene spesso tollerata nella pratica clinica.
Peraltro è noto che l’ipervolemia è un importante ed indipendente predittore di sopravvivenza e morte cardiovascolare. Inoltre l’ipervolemia induce infiammazione e ipertensione ; fattori entrambe causa di accelerato deterioramento della funzione renale residua (studio Ademex). Molta attenzione deve essere dunque posta nel definire il “peso secco” del pz in DP e mantenerlo attraverso una strategia dialitica, farmacologica, alimentare. Diversamente dai pz in HD in quelli in DP la determinazione del “peso secco” non è sempre agevole. E’ noto infatti che l’edema si manifesta solo quando il volume interstiziale aumenta del 30% cui corrispondono circa 4-5 lt. , per cui i segni clinici di iperidratazione possono manifestarsi già in presenza di una consistente ipervolemia.
Attualmente gli esami utilizzati nella pratica clinica per la determinazione dello stato di idratazione presentano dei limiti ( indice cardio-toracico, ecografia della v. cava inf., BIA, ANP, BNP) ma possono indirizzare il nefrologo.
Una tavola rotonda dove mettere in campo l’esperienza dei singoli Centri potrebbe essere utile per meglio definire il monitoraggio dello stato di idratazione dei pz in DP.