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Dialisi Peritoneale  >  DP non Renale
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Il trattamento della CHF con la DP

pubblicata il 18 marzo 2009 
da Russo Roberto

La dialisi peritoneale viene proposta, oltre che nel trattamento dell’uremia cronica terminale anche nello scompenso cardiaco congestizio (CHF) con grave ritenzione di liquidi, resistente all’uso di diuretici, specie in pazienti con associata IRC di grado lieve o moderato che non richiede il trattamento depurativo.

La prevalenza della CHF aumenta con l’invecchiamento della popolazione e colpisce l’1% della popolazione generale e il 5% di quella con età superiore ai 65 anni.

Si stima che il 50% dei pazienti di classe NYHA IV ospedalizzato, deceda durante il ricovero.

Lo scopo principale della terapia medica è la riduzione dello stato di iperidratazione ma nonostante la restrizione idro-sodica e l’uso di diuretici, digitalici, Ace-inibitori, si arriva nelle fasi più avanzate alla refrattarietà alla terapia.

La dialisi peritoneale consente il controllo dei volumi plasmatici, senza indurre instabilità cardiovascolare, grazie alla lenta e continua ultrafiltrazione. Studi in letteratura riportano, con la dialisi peritoneale, un miglioramento del quadro clinico e della classe NYHA con riduzione delle ospedalizzazioni.

In alternativa al trattamento DP della CHF alcuni autori propongono le tecniche di ultrafiltrazione extracorporea ritenendole ben tollerate, più flessibili e più efficaci, rispetto alla DP, nel produrre la rimozione dei fluidi in eccesso.

L'argomento, estremamente stimolante, si presta ad essere trattato in una controversia tra i sostenitori della DP e quelli delle tecniche extracorporee.

Parole chiave: Insufficienza cardiaca, UF
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