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L’obiettivo principale di un trattamento dialitico è il raggiungimento di un’adeguata ultrafiltrazione (UF) e clearance dei soluti.
Quando i pazienti in DP non riescono più a mantenere tale target è necessario aumentare la dose dialitica.
Nei pazienti anurici con deficit di UF, i mezzi a disposizione per incrementare la dose dialitica con la sola DP sono praticamente inesistenti.
In tali circostanze, non è più possibile continuare il trattamento DP e il paziente deve necessariamente passare ad altra metodica.
L’utilizzo di una terapia combinata o dialisi complementare (DP + ED), consente di aumentare la dose dialitica e di evitare il drop out del paziente.
La terapia combinata di solito prevede 5-6 giorni di DP ed 1 sessione di ED alla settimana.
La dialisi complementare, quindi, oltre a consentire al paziente uno stile di vita pressoché sovrapponibile al precedente, risultando così psicologicamente più accettabile, consente anche un notevole abbattimento dei costi dialitici e sociali.
Credo che tale trattamento combinato debba essere preso in debita considerazione e, quindi, meritevole di approfondimento e discussione al prossimo Convegno Nazionale di DP.
Ladialisi " combinata " noi a Foggia la facciamo già da diversi anni , integrando il trattamento CAPD con 1 seduta settimanale di HD , rivolta essenzialmente ad ultrafiltrare il paziente .
L'argomento mi sembra interessante e meritevole di ulteriore approfondimento , coinvolgendo , se possibile , tutti i Centri che utilizzano questa dialisi integrata.
Ritengo particolarmente interessante approfondire e discutere la tecnica di esecuzione ed interpretazione dei tests di Adequacy nei pazienti in terapia combinata.